Archivio Categoria: Senza Rumore

Questo blog è un manifesto che dedichiamo all’esperienza maturata (per davvero) cliente dopo cliente in Digital Followers. Scopri le nostre case history.

Come raccontare il proprio lavoro senza usare le parole

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Mostrare il portfolio lavori, per la maggior parte delle aziende, è un punto di forza della propria comunicazione. In molti dei siti su cui mi trovo a operare, infatti, questa sezione non può mancare.

È interessante notare come, negli ultimi 10 anni, sia cambiata l’impostazione di tale delicata e “pulsante” area del sito, in cui si presentano nei loro reali risultati e applicazioni finali i servizi, prodotti o lavorazioni messi a punto dall’azienda per soddisfare le richieste dei propri clienti.

Un portfolio lavoro (o “case history”) comunica questo: siamo affidabili non solo a parole, ma te lo (di)mostriamo nei fatti, perché altri prima di te ci hanno scelti ed ecco come abbiamo risolto quel problema, e quindi di conseguenza come potremo risolvere anche il tuo (qui puoi vedere il portfolio di Digital Followers).

I portfoli a cui ho lavorato sono cambiati via via nel tempo, passando da lunghi testi elaborati con foto dei vari step di lavorazione, dettagli di numeri e statistiche, a pagine via via sempre più alleggerite nei testi a favore delle immagini.

L’accento si è quindi spostato, in questa decade, dalle parole descrittive alle immagini emozionali che mostrano il RISULTATO, favorendo il veloce scroll a cui tutti ci siamo abituati soprattutto in seguito all’utilizzo quotidiano dei social, che proprio sull’infinite scroll basano la loro psicologia attrattiva e compulsiva.

Come esempio (perché mostrare i fatti è sempre meglio che restare nella teoria ? ) porto il portfolio sviluppato per uno dei siti da noi realizzati (o meglio “restyling-zzati”) nei mesi trascorsi: si tratta di un caso estremo in cui la lavorazione viene narrata senza alcuna descrizione, e solamente con tante belle immagini di dettagli.

 

Certo, esistono settori e settori, e non per tutti vale questa tendenza: chi offre ad esempio servizi immateriali affronta il tema sotto tutto un altro punto di vista.

Tuttavia, specie per le realtà che offrono prodotti o servizi tangibili, lavorando trasversalmente con aziende che si occupano di attività lontanissime tra loro, posso confermare nel mio piccolo che questa inclinazione è presente in modo sempre più massivo.

Leggere, in generale ma ancora di più sul web, affatica, annoia.

Arriveremo un giorno al punto in cui anche guardare immagini ci stancherà?

Il tuo Sito web: meglio “bello” o “intelligente”?

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Fare il restyling di un sito web non significa solo “rinnovare la grafica”. Certo, l’occhio vuole la sua parte e in comunicazione è importantissimo il look&feel di come ci si presenta al potenziale cliente, ma non esiste solo quello.

Quando mi viene chiesto di rinnovare un sito, prima di pensare alla veste estetica il lavoro si svolge su 3 fronti:

  1. prestazioni tecniche: accurata analisi della situazione attuale riguardo a tempi di caricamento, affidabilità e performance dell’hosting, pagine 404, errori vari del core, ecc, ecc…
  2. prestazioni di usabilità: come è l’esperienza di navigazione dell’utente? Le persone trovano quello che cercano, capiscono i messaggi veicolati, compiono facilmente le azioni che l’azienda desidera essi facciano (es: inviare una richiesta di preventivo, effettuare un acquisto, contattare per maggiori informazioni, scaricare un contenuto, ecc…)?
  3. azioni di pulizia: in base ai due punti precedenti e agli obiettivi odierni dell’azienda, le attuali sezioni del “vecchio” sito sono ancora valide? sono complete? È necessario aggiungere nuovi contenuti? Se sì, quali?

Il sito, come l’azienda, è un organismo vivente che muta nel tempo: al crescere dell’azienda, anche il sito dovrebbe crescere; al mutare dell’azienda (es: nuovi servizi aggiunti o vecchi prodotti dismessi) anche il sito dovrebbe mutare.

L’intervento di restyling ha esattamente l’obiettivo di assicurare all’azienda una vetrina online che la rappresenti per quello che realmente è e offre oggi, con il fine ultimo di parlare al preciso target odierno.

Insomma, potremmo paragonare un restyling ben studiato alle pulizie di primavera o all’arte del decluttering, quell’attività che consiste nel rimuovere dal proprio armadio gli abiti che non indossiamo più perché non ci vanno più bene o perché appartengono a un look del passato che oggi non ci rappresenta più.

Molte agenzie super fike, oggi, ti fanno siti meravigliosi che però, in termini di prestazioni tecniche, fanno acqua da tutte le parti. Altri consulenti si muovono nella direzione diametralmente opposta: grandi contenuti, ma grafica iper carente.

Ma siamo sicuri che bisogna per forza scegliere tra “bello” o “intelligente”? Ti assicuro che puoi avere le entrambe le cose in un sito solo?

eCommerce: ti conviene davvero aprirlo? I 4 aspetti + 1 da considerare PRIMA di partire

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Abbiamo un e-commerce ma non l’abbiamo mai promosso come si deve. Volevo chiederle a quanto ammonta la spesa per poterci far seguire da voi?

Spesso ci arrivano in agenzia queste domande. Il tutto nasce dal fatto che moltissime aziende sono invogliate a creare siti web ed e-commerce grazie ai bassi costi iniziali. Al giorno d’oggi aprire uno shop online con Shopify, ad esempio, costa veramente poco.

E poi? E poi passano i mesi dove tu inserisci i tuoi prodotti con tanto di foto e descrizioni e nel frattempo paghi il canone mensile di Shopify.

Sorvolo sul fatto di come hai scattato le foto e di come hai scritto i testi, arriviamo al momento dove tutto è ok, finito, prontissimo alla vendita. Cosa succedere ora?

“Beh arriverà qualcuno ad acquistare, aspettiamo”. E via che passano altri mesi.

Un mantra deve essere alla base di ogni iniziativa online: se non promuovi i tuoi prodotti o la tua attività rimarrai sempre il punto vendita nel deserto.

Quali aspetti allora Stefano dobbiamo tenere in considerazione?

1) TARGET

Chi è esattamente e come riusciamo a raggiungerlo? Sei sicuro di saperlo? La prima distinzione grandissima è: maschio o femmina? C’è su Facebook? Su Instagram? Magari su TikTok. Cerca i tuoi prodotti su Google? Tutto questo possiamo saperlo prima.

2) AREA GEOGRAFICA

Iniziamo in un’area geografica piccola per valutare come riusciamo a gestire le prime vendite e spedizioni oppure ci apriamo subito a tutta Italia? Se sei agli inizi restringi l’area di promozione, puoi sempre allargarla quando e come vuoi.

3) LINGUA

Ricordiamo una cosa che sembra banale ma spesso non è così: se lo shop è in italiano non possiamo vendere in tutta Europa.

4) BUDGET

Ricorda che oltre al nostro lavoro di agenzia c’è il budget da dare alla piattaforma (Facebook, Instagram o Google) che ospita e visualizza i tuoi annunci. Quanti soldi servono? Qui le variabili sono tantissime, parliamone.

Ma c’è una cosa che puoi fare da solo e che non ti costa nulla e che addirittura puoi giocartela ancora prima di creare l’ecommerce. Sai qual è?

Se vendi dei prodotti che le persone non trovano solo da te, vai su Google e diventa il tuo cliente cercando quei prodotti online. Che prezzi escono? Riesci a stare sotto a quei valori?

Se la tua risposta dovesse essere: “eh ma che prezzi fanno questi?!?!”, allora dovresti fermarti e ragionare.

Se invece hai un prodotto unico, un marchio esclusivo, un approccio particolare verso la clientela allora possiamo intavolare altre discussioni molto interessanti.

Tante agenzie aprono o lanciano e-commerce per i loro clienti senza un minimo di etica e di professionalità. In Digital Followers abbiamo consigliato a clienti di non aprire o promuovere il proprio shop per non farsi male economicamente. Siamo fatti così.

Come sfruttare il tuo database di contatti email nel settore B2B?

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Quando hai un buon database di contatti a cui inviare comunicazioni, parti già benissimo: non tutte le azienda hanno avuto accortezza, pazienza e lungimiranza di raccogliere nel tempo nominativi e indirizzi email dei loro potenziali clienti.

Lo ha fatto, e bene, un’azienda nostra cliente che offre servizi di gestione aziendale (temporary management, consulenze di direzione, lean thinking e molto altro).

Ci chiede:

abbiamo questi contatti, cosa possiamo farci? Come possiamo far fruttare il lavoro svolto negli anni per raccoglierli?

Con tali dati ci puoi fare un sacco di cose: inviare comunicazioni, promozioni, informazioni, contenuti, tutto quello che può essere utile per acquisire clienti e fare branding.

Proponiamo loro un’attività semplice ed efficace: inviare tramite Mailchimp, famosissima piattaforma per l’email marketing che utilizziamo da anni (siamo Mailchimp Partner, tra l’altro), una serie di email con cui creare una narrazione attorno ai loro servizi aziendali. Questa attività si chiama “Lead Nurturing“, ossia “nutrimento del contatto”.

L’obiettivo è far conoscere a un database “dormiente” da tempo le opportunità di business, risvegliando il loro interesse per il miglioramento della produttività e l’azzeramento degli sprechi attraverso i servizi dell’azienda proponente.

E così, abbiamo progettato una serie di invii di email, per l’esattezza un percorso di 10 email cadenziate nel tempo, studiando un preciso processo automatizzato di invii che, email dopo email, ha via via risvegliato alcuni contatti portandoli a richiedere maggiori informazioni sui servizi di gestione e direzione offerti dal team di specialisti in management aziendale.

Come creare un brand di successo

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Creare un brand di successo è molto più che decidere quale tonalità di blu utilizzare per il logo.

Come suggerisce il termine, la Brand Strategy (strategia di marca) è un piano a lungo termine che interessa tutti gli aspetti della tua attività. Una strategia di marca considera fattori come la domanda dei consumatori, le emozioni e la concorrenza. Probabilmente è ancora più importante del nome della tua azienda.

Se ti senti confuso su ciò che rende davvero di successo un brand, non sei solo. Qui di seguito trovi i 7 punti chiave da seguire per costruire un brand di successo che sarà in circolazione per molto tempo.

1. Scopo

Cos’è lo scopo di un brand? Dovrebbe essere ciò che fa svegliare te e i tuoi dipendenti la mattina, perché si tratta di ciò che ti fa andare avanti per tutto il giorno. Il tuo scopo è la prima vera cosa che ti distingue dai tuoi concorrenti. Averlo bene a mente, è il primo passo per creare e portare avanti un brand di successo.

Esistono due tipi di scopo del brand:

Funzionale: si concentra sul successo a livello finanziario o commerciale. Cioè, per vendere prodotti e ottenere guadagagni;
Intenzionale: questo tipo di scopo ha a che fare con il modo in cui funziona il tuo brand e il perché. In altre parole, le sue grandi ambizioni e il ruolo più importante che svolge all’interno del mercato.

Microsoft, ad esempio, definisce la sua missione come “consentire a ogni persona e organizzazione del pianeta di ottenere di più”.

Lo scopo del tuo brand dovrebbe essere qualcosa che risuona con i tuoi clienti. In altre parole, dovrebbe colpire le loro emozioni.

2. Emozione

I clienti non prendono sempre decisioni di acquisto in base a ciò che è più economico o a ciò che offre un valore migliore. Qualunque prodotto o servizio la tua azienda venda o produca, è altamente probabile che ci siano altre aziende con prodotti simili, ma con più funzionalità o a un costo inferiore.

I clienti sviluppano un affezionamento al brand quando lo sentono in sintonia con i loro valori e le loro convinzioni. Ad esempio un target umile potrà apprezzare un brand che comunica in modo semplice e genuino, trasparente. Lo sentirà affine, “uno di noi”.

I clienti di lunga data possono inoltre sviluppare un attaccamento emotivo al brand quando, ad esempio, si lavora bene nel costruire un’esperienza post-vendita positiva o la sensazione di appartenenza a una comunità.

3. Fedeltà del cliente

La fedeltà dei clienti vale di più per la tua azienda di mille nuove sponsorizzate ? Le persone che acquistano costantemente i tuoi prodotti e raccontano ai loro amici la loro esperienza con te agiscono come ambasciatori del tuo brand. Non esiste pubblicità più efficace del passaparola.

Riconoscere i clienti fedeli e gratificarli per questo, ti aiuterà a mantenere la loro fedeltà e a farli tornare ancora, o per lo meno a parlare molto bene di te. Basta poco per appagare un buon cliente, anche un semplice biglietto di ringraziamento personalizzato può già significare molto. Nel caso del B2B, puoi presentare la loro attività sul tuo sito web.

4. Impegno dei dipendenti

Un collaboratore felice, lavora meglio, questo è noto. È importante che i tuoi dipendenti si sentano parte del brand, non solo gli ingranaggi di una macchina. Il loro giusto coinvolgimento è di vitale importanza.

Coinvolgere i tuoi dipendenti è un modo fondamentale per creare un brand di successo e per portarlo avanti nel tempo. È un chiaro segno che la tua azienda si sta sforzando di essere all’altezza degli alti obiettivi che si è prefissata. Inoltre attrae e trattiene i migliori talenti in circolazione. Questo a sua volta ti aiuta a fare più vendite, sviluppare prodotti migliori e continuare a crescere.

Tutto questo può solo portare la tua azienda a migliorare continuamente, offrendo ad esempio un eccellente servizio clienti. I tuoi dipendenti dovrebbero inoltre riflettere ciò che viene pubblicato nel sito o sui social. Non ha senso un tono di voce “giocoso” sui tuoi account, se i ragazzi del servizio clienti sono tutto fuorché affabili e amichevoli!

5. Intelligenza competitiva

La conoscenza della concorrenza è una preziosa fonte di informazioni. Dopotutto, sei in competizione per gli stessi clienti offrendo prodotti simili. Osservare cosa fanno i tuoi concorrenti e determinare cosa funziona per loro può aiutarti a prendere decisioni più intelligenti su cosa fare e cosa evitare.

6. Coerenza

La chiave per avere un brand forte è essere coerenti nella sua applicazione. Ciò significa assicurarsi che tutto ciò che fai sia allineato. Devi assicurarti ad esempio che i colori, le immagini e i messaggi che utilizzi nel tuo sito, sui social, nello shop, biglietto da visita, ecc, siano coerenti con il tuo brand.

Se i tuoi colori aziendali sono blu e bianco, l’utilizzo di verde acqua e giallo su un nuovo post confonderà i tuoi potenziali clienti e la tua azienda verrà percepita come poco professionale, quindi non affidabile.

7. Flessibilità

Sebbene la coerenza sia una delle chiavi per stabilire una strategia di successo del brand, anche un po’ di flessibilità non guasta mai. Mentre la coerenza definisce lo standard per il tuo marchio, la flessibilità ti consente di adeguarti alle richieste del mercato e di distinguere la tua azienda dalla concorrenza.

Come fare? Semplicemente, man mano che le preferenze dei consumatori cambiano, anche il tuo marchio deve stare al passo con i tempi. In caso contrario, rischia di diventare fuori tempo.

Una strategia di marca è qualcosa che ogni azienda dovrebbe avere, indipendentemente dalle sue dimensioni. Ci sono numerosi studi che dimostrano il legame tra un brand forte e buoni risultati di business.

Mettere insieme una strategia di successo del marchio richiede un mix di introspezione, conoscenza della concorrenza e coraggio per provare cose nuove.

Quando costruisci bene da zero la strategia per il tuo brand, assicurati di rispettare tutti i 7 punti che hai appena letto, e non perderai nessuna opportunità per far crescere la tua attività.

Se ti piacerebbe ricevere consigli, spunti di riflessione e idee, contatta senza impegno la web agency Digital Followers: ci occupiamo con successo di comunicazione e marketing da oltre 20 anni.

Foto prodotto ambientate in 3D

Come ottenere foto ambientate dei tuoi prodotti senza fare un servizio fotografico?

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Qualche mese fa viene a trovarci un nuovo cliente. Ci pone davanti una richiesta non semplice, ma più sono complesse e più ci piacciono.

Situazione

Il suo prodotto si chiama Spaccatello. Si tratta di tozzetti di marmo che, opportunamente lavorati, tagliati e applicati a parete creano texture come questa di color crema:

Richiesta

Il Cliente ci dice: avrai bisogno di foto ambientate, di location dove mostrare ai potenziali acquirenti i miei spaccatelli all’interno di cucine, soggiorni, bagni, ecc… Si può fare?

Problemi di partenza

La strada più ovvia sarebbe senz’altro avvalersi di uno shooting fotografico affidandosi a un fotografo esperto di ambientazioni. Tuttavia…

Primo problema: di quante stanze e di quante location abbiamo bisogno?

Secondo problema: ci sono location dove possiamo applicare al muro 15 tipologie diverse (quindi di fatto 15 pareti) di spaccatelli?

Terzo problema: il costo sarebbe davvero alto.

Soluzione

Ho chiamato un mio carissimo partner e amico, Alessandro Maniscalco di Zucchero di Kanna con il quale spesso collaboriamo. Sapevo che con lui avrei trovato la soluzione: immagini virtuali fotorealistiche realizzate con software 3D.

Abbiamo così abbattuto ogni problema e messo a disposizione del cliente molteplici ambientazioni e stanze diverse, così da valorizzare il suo prodotto contestualizzandolo in situazioni variegate all’interno di più ipotetiche abitazioni.

Qui sotto ti mostro 3 esempi di immagini, dove puoi mettere a confronto la versione 3D senza materiali e senza gli spaccatelli del cliente con la versione definitiva del risultato finale ottenuto.

Se ti interessa vedere tutte le immagini realizzate per lo shop NovaVita Stones, e commerce interamente realizzato dalla mia agenzia Digital Followers, clicca qui >

Morale della favola?

Il cliente ci ha detto questo:

Ciao Stefano!…ci avete stupiti…piacevolmente e per la fiducia che riponiamo in tutta la vostra squadra, siamo sicuri che insieme a voi potremo veramente portare avanti un bel percorso… Le foto valorizzano appieno i nostri prodotti e gli ambienti sono proprio calzanti per il nostro brand e quello che vogliamo comunicare. Grazie!!

Paolo, founder NovaVita Stones

Come si crea un logo aziendale

Logo aziendale: quanto dovresti pagarlo?

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Perché il logo per la mia azienda deve costare così tanto? In giro li trovo a 50€.

Il mio percorso iniziale di studi e la mia passione mi hanno avvicinato tantissimo a tutto quello che è il mondo del design grafico. Amo linee, colori, font, forme e di conseguenza i marchi.

In rete si trovano designer o presunti tali (la definizione del ruolo al giorno d’oggi è autogestita) che offrono loghi aziendali a 50€ e talvolta anche meno.

Perché allora in Digital Followers un logo lo paghi molto di più di quella cifra?

Potrei rispondere perché c’è esperienza e professionalità ma non mi accontento e di seguito a questo mio articolo trovi alcune immagini prese dalla presentazione di un logo realizzato da poco per un ristorante di alto livello.

Piccola premessa:

il marchio è uno dei primi elementi che rappresenta un’attività. Fa parte della famosa “prima impressione”. Vuoi veramente che la tua attività sia rappresentata da una cosa che costa poco? Cosa si aspetteranno i tuoi clienti da te? Vorrai veramente vendere prodotti o servizi che costano poco?

Come realizziamo il logo per un’azienda? Il caso nel settore food.

Come prima cosa, una volta ricevuto il nome ideato per un ristorante di futura apertura (si chiamerà Belavocado Restaurant by Frachef), abbiamo valutato la Dinamica geometrica delle singole lettere. Significa dare una forma convenzionale alle lettere presenti appunto nel nome. Questo identifica subito se siamo davanti ad un potenziale marchio “rigido” perché presenta maggiori forme squadrate oppure “morbido” perché presenta più forme arrotondate.

Dinamica del nome nella creazione di un logo

Successivamente abbiamo creato una Moodboard. Si tratta di un insieme di immagini che rappresentano il locale che il cliente ci ha descritto in base alle sue aspettative (il ristorante aprirà nel 2023). È un modo per immergersi (in questo caso) nel ristorante e “sentirlo” a livello visivo. Si attivano i sensi, non solo quello della vista, ma anche tutti gli altri.

La moodboard per la creazione di un logo aziendale

Poi abbiamo il pittogramma del marchio cioè quell’elemento che aiuta il marchio finale nel suo posizionamento di marca. Qui il cliente voleva subito dare l’idea di comfort e di relax, quindi abbiamo scelto due elementi che poi sono stati successivamente elaborati.

Elementi logo per creazione pittogramma

Mi fermo qui, siamo solo all’inizio e già ora sicuramente avrai compreso il lavoro che sta dietro alla creazione di un marchio. Tutto il resto lo puoi trovare nella video-presentazione che abbiamo fatto al cliente con tutti i dettagli e le spiegazioni passo passo.

Se ti piacerebbe vedere la video presentazione della creazione di questo logo scrivimi (stefano@digitalfollowers.com), te la faccio avere con piacere.

Perché non la pubblico direttamente qui? Perché è preziosa, racchiude tanto lavoro svolto nel nostro team e la fornisco solo a persone realmente interessate a vederla, probabilmente come te che hai letto l’articolo fino a qui.

Come convivono nel Marketing Pianificazione e Creatività?

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Ogni giorno, nel mio lavoro in web agency, ho appuntamento fisso con due attività che, per quanto all’apparenza distanti, rappresentano di fatto due facce della stessa medaglia: pianificazione e creatività.

Non c’è creatività senza pianificazione, nel marketing.
Non c’è pianificazione senza creatività, nel marketing.

Su questo tema, oggi vi porto l’esempio di come realizzo i calendari editoriali per i post social di un gruppo di B&B di Napoli, attività dove pianificazione e creatività non fanno un passo l’una senza l’altra.

Come prima cosa, pianifico. Ma cosa nello specifico?

La pianificazione risiede già nel modo in cui mi approccio a questo lavoro: progetto sempre il mese prima per il mese dopo. Questo mi da la tranquillità di sapere che non mi lascerò sfuggire nulla, non ho mai amato le cose fatte all’ultimo momento, mamma mi ha cresciuta dicendomi “chi ha tempo non aspetti tempo”. Inoltre, in questo modo pratico il rispetto verso chi collabora con me, senza costringere gli altri a fare i salti mortali per stare dentro a tempi assurdi.

E così, il mese prima per il mese dopo, stabilisco nero su bianco:

  • Numero dei post da pubblicare (anche se spesso questi sono già concordati a monte col cliente);
  • Date di pubblicazione dei post in coordinamento con le date di pubblicazione degli articoli del blog del B&B (anche questo curato assieme a noi), in modo da non andare in conflitto o anticipare temi che verranno diffusi tramite il blog;
  • Tipologia dei post (come ad esempio: post fotografici, post video, post di condivisione degli articoli, ecc…);
  • Ritmo di alternanza tra le tipologie di post: post divulgativi, post promozionali, post emozionali, post brand, post informativi, ecc…;
  • Budget e target per i post sponsorizzati.

 

Una volta creata questa alberatura, passo al cuore del lavoro, dove occorre inventiva, conoscenze e creatività: la realizzazione vera e propria dei testi dei post e della loro parte visiva (foto o video).

Per realizzare i contenuti, mi dedico a una buona fase di documentazione, perché per raccontare e divulgare un tema bisogna in primis conoscerlo. Questo è un lato davvero positivo del mio mestiere, perché si imparano letteralmente una valanga di cose nuove ogni giorno ?

La ricerca coinvolge ovviamente anche la parte visiva: non sempre il cliente ha a disposizione fotografie adatte ai post, spesso quindi è un lavoro di ricerca anche questo.

Una volta compresi e individuati i contenuti, si passa alla parte di scrittura (che adoro) in cui confezionare al meglio il testo di ogni singolo post, tenendo sempre a mente che anche l’immagine del post può contenere una parte di testo, e che quindi può e deve sussistere un “botta e risposta” tra le due parti.

Indico poi per filo e per segno ai miei super colleghi grafici come vorrei fossero realizzate le parti grafiche sulle immagini che ho scelto, fermo restando che brand color e mood visivo sono già stati decisi a inizio progetto.

Infine, una volta realizzati nel concreto i post e ricevuto l’ok dal cliente sul calendario editoriale proposto, si passa alla programmazione di budget e date di pubblicazione sui diversi canali.

Il principale vantaggio, per il cliente, è di avere assicurata una costante presenza sui social che va quasi “in automatico” nel tempo.

E così si chiude il cerchio e il gioco è fatto, pronto a ripetersi (ma sempre rinnovandosi) di mese in mese.

Come creare il nome di un brand efficace?

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Il nome di un brand è uno dei principali elementi che aiuta i clienti a identificare e differenziare una realtà da un’altra. 

Cos’è il brand name?

Si tratta del nome vero e proprio del brand. I naming di una marca e di un prodotto hanno lo scopo di differenziarli dalla concorrenza nella mente dei consumatori, per questo la scelta di una strategia adeguata è essenziale.

Il nome non dovrebbe mai descrivere i prodotti che l’azienda tratta, proprio per non risultare banale e ripetitivo; dovrebbe invece comunicare e suscitare curiosità o emozioni e in altri casi comunicare in modo istituzionale ma creativo.

Per questo, il nome di un brand dovrebbe essere scelto con grande attenzione in quanto l’obiettivo deve essere catturare il tema chiave di un prodotto o evocarne il mood emotivo.

Esistono due principali tipi di brand name: quelli descrittivi e quelli evocativi. I primi sottolineano le caratteristiche dell’offerta, hanno un carattere immediato, facile e intuitivo e sono ottimi per le performance commerciali (es: Booking.it).

I nomi evocativi, invece, richiamano l’offerta attraverso suoni, stili e significati. Essi possono dare luogo a diverse interpretazioni, alcune delle quali molto personali e soggettive (es: Trivago, Zalando, Nutella…).

Una volta scelto se il nome del brand debba essere descrittivo o evocativo, è fondamentale pensare a un nome che sia facile da notare, leggere, pronunciare e memorizzare dal target. Inoltre deve essere unico e possibile da registrare. Inutile dire che la scelta di un brand name richieda molte ricerche!

Caratteristiche di un nome di un brand efficace

Un buon naming deve (NB: ovviamente 1 singolo nome non può rispecchiare tutte le seguenti caratteristiche):
  • essere unico/distintivo (ad esempio Kodak, Mustang)
  • essere facile da pronunciare, identificare e memorizzare (Per esempio-IKEA)
  • dare un’idea delle qualità e dei vantaggi del prodotto (ad esempio Swift, Quickfix, Lipguard).
  • essere facilmente convertibile in lingue straniere.
  • poter venire protetto a livello legale ed essere registrabile.
  • indicare qualità concrete (se descrittivo).
  • Fare attenzione a non rappresentare significati negativi in altre lingue in caso di esportazione del brand (ad esempio NOVA è un nome scadente per un’auto da vendere in un paese spagnolo, perché Nova in spagnolo significa “non va”).

Quali sono gli step per scegliere un brand name di successo?

  1. Il nome va scelto alla luce degli obiettivi che il brand si è prefissato. È essenziale riconoscere il ruolo e il “carattere” del nome del brand all’interno della strategia di branding aziendale, per questo la scelta del nome va fatta con un sguardo omnicomprensivo al fine di essere allineato con gli obiettivi e i ragionamenti strategici di comunicazione e di marketing del brand.
  2. Generazione di più nomi: per arrivare a un buon nome, qualora fosse possibile, affidati a più “fonti” che propongano nomi: colleghi, dipendenti, clienti attuali o potenziali, agenzie marketing e consulenti professionali (come ad esempio Digital Followers).
  3. Screening dei nomi al fine di soddisfare l’elenco riportato sopra sulle caratteristiche da rispettare. Quando trovi un nome che ti piace, chiediti: è facile da pronunciare? Da memorizzare? Se hai intenzione di esportarlo in Francia, ci sono connotazioni negative? Puoi registrarlo a norma di legge? E così via.
  4. Raccolta di dettagli più ampi su ciascuno dei nomi definitivi: va effettuata un’ampia ricerca legale internazionale sulla possibilità o meno di utilizzare il nome (la cosiddetta “ricerca di anteriorità”). Questa è una fase complessa (occorre affidarsi a un’agenzia professionale) e talvolta, ahinoi, frustrante.
  5. Condurre ricerche sui consumatori: le ricerche sui consumatori sono spesso effettuate in modo da confermare le aspettative del management in merito alla memorabilità e all’importanza del brand e del nome prescelto. Prima del lancio ufficiale, puoi dare vita a una piccola intervista o sondaggio per scoprire se il tuo pubblico reputa azzeccato il nome a cui sei arrivato oppure no.
  6. Sulla base dei passaggi precedenti, finalmente potrai confermare il nome del brand e quindi registrare formalmente il tuo marchio.
Se desideri saperne di più o ricevere un consiglio, spunti e idee per il nome del tuo prossimo brand, contatta senza impegno la web agency Digital Followers: ci occupiamo con successo di comunicazione e marketing da oltre 20 anni.

Gestione blog e newsletter per il settore tecno-tessile

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“La velocità è tutto!”, mi diceva da piccola mio fratello. Ne soffrivo sempre perché lui, agile e scattante, un frenetico perenne, se la prendeva con me, tonta e lenta sognatrice con la testa tra le nuvole e le matite sempre in mano.

Eppure quanto è vero che la velocità “è tutto”, quando si tratta di pubblicare comunicati stampa, bandi e comunicati per una realtà italiana coinvolta all’interno di politiche europee di concorsi e open call per il bene dell’ambiente.

Da ormai un anno collaboriamo con questa azienda nostrana del tecnotessile che fa ricerca e sviluppo per soluzioni tessili e di abbigliamento sempre più eco-sostenibili. Questa bella realtà è inserita all’interno di un ricco crocevia di imprese nazionali e internazionali che perseguono l’obiettivo di trovare soluzioni sempre più green, sostenibili ed etiche per il vestiario (lo sapevi? La seconda causa al mondo per l’inquinamento è il settore della tintura dei capi!).

Per loro, mi occupo della divulgazione attraverso siti e newsletter di notizie, bandi e concorsi su tale ambito.

Quando ci siamo incontrati nella loro sede a Prato, è stato un piacere per la nostra agenzia vederci riconosciuto il merito di essere dei collaboratori veloci e precisi rispetto all’agenzia precedente, qualità fondamentali in questo settore dove le dinamiche non permettono il lusso di “mettere in coda la richiesta ricevuta”.

Insomma, mio fratello Davide era stato premonitore in questo, e il suo “la velocità è tutto” mi risuona in testa a ogni nuovo comunicato stampa ?